I saldi invernali 2026 prendono il via il 2 gennaio in Valle d'Aosta e il 3 gennaio nel resto d'Italia, con un fatturato stimato di circa 6 miliardi di euro. Ma l'efficacia dell'evento è indebolita: quasi 2 milioni di italiani hanno già effettuato acquisti durante i pre-saldi e le promozioni anticipate post-natalizie.
Federazione Moda Italia e Confcommercio hanno pubblicato cinque principi guida per orientare i consumatori negli acquisti. Le regole riguardano i cambi merce, la prova degli abiti, i metodi di pagamento, l'idoneità dei prodotti in vendita e la trasparenza dei prezzi.
Le nuove regole sui prezzi
La normativa si è aggiornata con il recepimento della direttiva UE "Omnibus" attraverso il decreto legislativo n. 26/2023. L'articolo 17 bis del Codice del Consumo stabilisce che il prezzo iniziale indicato durante i saldi deve riferirsi ai 30 giorni precedenti all'inizio delle vendite promozionali.
Per gli acquisti online rimane valido il periodo di reso di 14 giorni dalla ricezione del prodotto. Le normative locali vietano promozioni nei 30 o 45 giorni antecedenti l'avvio ufficiale dei saldi, ma nella pratica commerciale queste restrizioni vengono spesso aggirate.
Impatto economico e comportamento dei consumatori
Confesercenti sottolinea la necessità di trasparenza nelle offerte per evitare che i saldi diventino semplici espedienti di marketing in un ciclo promozionale continuo. Circa il 66% delle famiglie italiane intende effettuare acquisti, privilegiando qualità e promozioni.
Per alcuni negozi i saldi rappresentano fino al 20% del fatturato annuale, evidenziando l'importanza dell'evento per il commercio tradizionale. Federazione Moda Italia promuove le iniziative "Saldi Chiari e Sicuri", "Saldi Trasparenti" e "Saldi Tranquilli" per garantire esperienze d'acquisto sicure e trasparenti.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).














